Infissi che fanno entrare aria: 6 controlli da fare prima dell’inverno
Quando un infisso lascia entrare aria, il problema non è solo il fastidio dello spiffero: in inverno può aumentare la dispersione di calore, creare condensa vicino al telaio e rendere meno confortevoli le stanze. Prima di pensare alla sostituzione della finestra, conviene fare alcuni controlli semplici, utili sia in casa sia negli appartamenti condominiali, soprattutto dove gli infissi hanno qualche anno.
Il primo controllo riguarda le guarnizioni. Aprendo l’anta, osservate se sono indurite, schiacciate, tagliate o staccate negli angoli. Una guarnizione rovinata non aderisce bene e lascia passare aria anche con la finestra chiusa. Il secondo controllo è sulla chiusura: la maniglia deve arrivare a fine corsa senza sforzi anomali e l’anta non deve “ballare”. Se serve tirare o spingere per chiudere, può esserci un disallineamento delle cerniere o della ferramenta.
Il terzo controllo è il passaggio d’aria tra anta e telaio. Un metodo pratico è avvicinare la mano lungo il perimetro nelle giornate ventose, oppure usare un foglio di carta: se, a finestra chiusa, il foglio si sfila troppo facilmente in più punti, la pressione di chiusura potrebbe non essere uniforme. Il quarto controllo riguarda il perimetro esterno e interno del telaio: crepe nel sigillante, fessure tra muro e infisso o vecchie stuccature staccate sono spesso responsabili di infiltrazioni d’aria.
Il quinto controllo è sui cassonetti delle tapparelle, spesso sottovalutati. Anche con finestre in buono stato, un cassonetto non ben isolato o con sportello non aderente può far entrare aria fredda e rumore. Verificate che il pannello chiuda correttamente e che non ci siano fessure visibili. Il sesto controllo riguarda vetri e canaline: condensa interna tra i vetri o aloni permanenti possono indicare una perdita di tenuta del vetrocamera, diversa dalla normale condensa superficiale dovuta all’umidità della stanza.
Un errore frequente è coprire gli spifferi con soluzioni improvvisate, come nastri non adatti, siliconi applicati sopra vecchi sigillanti o guarnizioni adesive scelte a caso. Possono sembrare rimedi rapidi, ma rischiano di impedire la corretta chiusura dell’anta, trattenere umidità o peggiorare il problema nel tempo. Meglio prima capire da dove entra l’aria e intervenire solo sul punto corretto.
È consigliabile rivolgersi a un professionista quando l’anta è fuori squadra, la ferramenta non regola più correttamente, il telaio presenta fessure importanti o il vetrocamera mostra segni di perdita di tenuta. Anche nei condomini, prima dell’inverno, controllare finestre di scale, ingressi e locali comuni può evitare dispersioni e piccoli disagi che, se trascurati, diventano più complicati da sistemare.
Il primo controllo riguarda le guarnizioni. Aprendo l’anta, osservate se sono indurite, schiacciate, tagliate o staccate negli angoli. Una guarnizione rovinata non aderisce bene e lascia passare aria anche con la finestra chiusa. Il secondo controllo è sulla chiusura: la maniglia deve arrivare a fine corsa senza sforzi anomali e l’anta non deve “ballare”. Se serve tirare o spingere per chiudere, può esserci un disallineamento delle cerniere o della ferramenta.
Il terzo controllo è il passaggio d’aria tra anta e telaio. Un metodo pratico è avvicinare la mano lungo il perimetro nelle giornate ventose, oppure usare un foglio di carta: se, a finestra chiusa, il foglio si sfila troppo facilmente in più punti, la pressione di chiusura potrebbe non essere uniforme. Il quarto controllo riguarda il perimetro esterno e interno del telaio: crepe nel sigillante, fessure tra muro e infisso o vecchie stuccature staccate sono spesso responsabili di infiltrazioni d’aria.
Il quinto controllo è sui cassonetti delle tapparelle, spesso sottovalutati. Anche con finestre in buono stato, un cassonetto non ben isolato o con sportello non aderente può far entrare aria fredda e rumore. Verificate che il pannello chiuda correttamente e che non ci siano fessure visibili. Il sesto controllo riguarda vetri e canaline: condensa interna tra i vetri o aloni permanenti possono indicare una perdita di tenuta del vetrocamera, diversa dalla normale condensa superficiale dovuta all’umidità della stanza.
Un errore frequente è coprire gli spifferi con soluzioni improvvisate, come nastri non adatti, siliconi applicati sopra vecchi sigillanti o guarnizioni adesive scelte a caso. Possono sembrare rimedi rapidi, ma rischiano di impedire la corretta chiusura dell’anta, trattenere umidità o peggiorare il problema nel tempo. Meglio prima capire da dove entra l’aria e intervenire solo sul punto corretto.
È consigliabile rivolgersi a un professionista quando l’anta è fuori squadra, la ferramenta non regola più correttamente, il telaio presenta fessure importanti o il vetrocamera mostra segni di perdita di tenuta. Anche nei condomini, prima dell’inverno, controllare finestre di scale, ingressi e locali comuni può evitare dispersioni e piccoli disagi che, se trascurati, diventano più complicati da sistemare.
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